«Le droghe ci annoiano col loro paradiso. Ci diano, piuttosto, un po\' di conoscenza. Noi non siamo un secolo da paradisi.» (Henri Michaux - Connaissance par les gouffres)

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I SEXY ROBOT DI HAJIME SORAYAMA

July 23rd, 2010

Hajime Sorayama è nato nel 1947 a Imabari , Ehime Prefecture, in Giappone . Ha ricevuto la sua istruzione di base a Imabari Kita High School. Nel 1965 he è stato ammesso all’università di Shikoku Gakuin , dove ha iniziato a studiare greco e letteratura inglese. Nel 1967, dopo la pubblicazione del suo primo lavoro, Pink Journal, si è trasferito a Tokyo ’s Chuo Art School dove ha iniziato a studiare arte.

Il giovane Sorayama si è laureato nel 1968 all’età di 21, e poco dopo ha guadagnato un appuntamento in un’agenzia di pubblicità. Egli diventa un illustratore free-lance nel 1972. Nel 1978 disegnò il suo primo robot. Attualmente risiede a Tokyo . A partire dagli anni ‘80 le sue illustrazioni che ritraevano sexy pin-up metalliche e robot hanno fatto il giro del mondo e lo hanno reso celebre. La pubblicazione del suo primo libro di ginoidi “SEXY ROBOTS” risale infatti al 1983, pubblicato da Genko-sha.

Il termine “ginoide” è stato creato dalla scrittrice britannica di fantascienza, Gwyneth Jones, e sviluppato da un altro scrittore inglese, Richard Calder. La parola è una combinazione di “droide” (dal greco “a immagine di”) e “GIN” (dal greco “donna”). Questi cyborg femmina di Sorayama combinano elementi sia umani che meccanici. In modo morbido, parti del corpo femminile,  e sensuali ammiccamenti sono abilmente intrecciati con rappresentazioni di materiale inorganico, icon collegamenti , tubi, inserzioni come nelle  machine e sporgenze che  creano immagini che incarnano incantevoli tensioni complesse e sottili. La sua ginoide più famosa è forse quella rappresentata nell’opera intitolata LEMON GLASS, compare su flyer, t-shirt, gadget un po’ ovunque nel mondo…
Il suo successivo libro, “PIN-UP” (Graphic-sha, 1984), continua sulla stessa linea, sexy robot cromati di color argento. Un certo numero di altre sue opere ruotano intorno allo stesso tema con figure in pose suggestive, tra cui rappresentazioni altamente realistiche in latex e cuoio. Insomma è colui che ha dato un anima ai robots!

Nel 1985 ha pubblicato il video Sorayama Illustrazione Video, il suo primo lavoro  importante a parte i libri di illustrazioni. Questo progetto comprende opere che poi verranno utilizzate nei film “Brain Dead” (1992), “Time Cop” (1994) e “Space Trucker” (1995), la progettazione di figurine, stampe in edizione limitata, CD Rom, mostre d’arte e il disegno iniziale industriale per Sony ’s AIBO robot da compagnia , tutt’ora esposto al MOMA di New York. Nel  2007 l’Italia lo ospita a Roma con una mostra Personale presso la galleria Mondo Bizzarrogallery Rome (Italy). Nella primavera del 2010 ha pubblicato il suo ultimo libro e già sta diventando leggenda. Recentemente ha suddiviso la sua produzione in ROBOTS, GINOIDI, PIN-UP E FANTASY( che racchiude tra l’altro bellissime e suggestive illustrazioni di onirici animali robots e creature cromate che sembano appartenere al mondo dorato della pubblicità e dei cartoons…)  Originale è la sua rivisitazione del logo di PLAYBOY e la bionda pin-up con sullo sfondo il marchio LUCKY STRIKE,

simboli di un’america gommosa e inoffensiva almeno all’apparenza e che ha ormai purtroppo e allegramente colonizzato il mondo…

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PROMO DEL DVD IN CUI SORAYAMA SPIEGA LE TECNICHE DA LUI USATE PER RENDERE UNICHE LE SUE FANTASTICHE ILLUSTRAZIONI:

BODYPAINTING ISPIRATO ALLE OPERE DI SORAYAMA:

more info:

http://www.sorayama.net/

http://hajimesorayama.com/

SORAYAMA OFFICIAL WEBSITE

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PIN-UP CONTEST AD OSTIA

July 21st, 2010



Rock n Roll tutta la notte e pin up contest!
Ps: le selezioni sono ancora aperte ragazze contattateci subito se volete partecipare

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FLY to Be FREE …

July 13th, 2010

QUAL’è LA DIFFERENZA TRA UNA COLOMBA, UNA DONNA E UN VECCHIO???….

  • LA COLOMBA è L’UCCELLO DELLA PACE
  • LA DONNA è LA PACE DELL’UCCELLO
  • IL VECCHIO è L’UCCELLO IN PACE


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MONDO BDSM: IL VOLTO DEL FENOMENO E LA SUA META’ OSCURA

July 9th, 2010

Inchiesta pubblicata per gentile concessione di GLOBALPRESSITALIA

ROMA – Se corde, anelli, moschettoni, fruste, aghi, collari, marchi a fuoco, vi fanno rabbrividire e pensare soltanto al marchese De Sade, siete fuori strada, dal momento che oltre quattro milioni di persone, già nel 2008, utilizzavano questi oggetti come strumento di piacere proprio personale o “dolore” altrui e come precisa scelta di vita. Stiamo parlando del mondo BDSM – acronimo composto da Bondage (B), Bondage e Disciplina (BD), Dominazione e Sottomissione (DS), Sadismo e Masochismo (SD) – un fenomeno che dal ‘97, grazie alla rete e alle community virtuali, si sta diffondendo sempre di più fra giovanissimi, giovani e meno giovani tant’è che proprio questo è stato il tema del convegno dal titolo “Questione di ruoli – un’introduzione scientifica al fenomeno del BDSM” che si è tenuto il 30 ottobre 2008 alla Bicocca di Milano. E se nel resto del mondo convegni simili vengono abitualmente proposti in ambito scientifico, in Italia si è trattato di una prima volta assoluta in cui le istituzioni universitarie hanno dedicato uno spazio allo studio delle sessualità alternative. Che cos’è il BDSM? Per molti è uno stile di vita, un’arte, una vera e propria filosofia, per altri un paravento per approfittarsi delle persone, sicuramente un mondo variegato e complesso ricco di luci ma anche di ombre, una ribalta per mettere in scena le pulsioni e i desideri più reconditi.

Definizione di un fenomeno di massa

BDSM indica un complesso di pratiche relazionali e/o erotiche e/o di preferenze sessuali. Queste pratiche, che al di fuori di un contesto consensuale sono in genere considerate spiacevoli e indesiderabili, sono nel BDSM fonte di soddisfazione reciproca, e strumento di costruzione di un rapporto interpersonale. Scambio di potere, di dominazione e sottomissione, di dolore e piacere, sono dunque le parole chiave delle dinamiche BDSM che avvengono fra individui adulti e consenzienti. Diverse quindi le sfaccettature di questo scambio: dal Bondage: l’arte di legare il corpo altrui per scoprire il piacere della costrizione alla Disciplina: l’uso di regole e punizioni, date o ricevute, dalla Dominazione e Sottomissione: relazione in cui una persona lascia che il proprio partner assuma il controllo con tempi e modalità che vengono consensualmente concordati fino al Sadismo e Masochismo: il piacere di infliggere e provare dolore. Le tre regole fondamentali del BDSM possono essere riassunte dalla formula inglese “Safe, Sane, Consensual” (Sicuro- Sano – Consensuale) formula attribuita all’attivista David Stein che nel 1984 la usò per distinguere “il tipo di SM consensuale da quello abusivo, criminale, neurotico ed autodistruttivo generalmente associato con il termine sadomasochismo”. Per chi ama le emozioni forti esiste però la formula RACK “Risk- Aware Consensual Kink” cioè conoscenza e accettazione consapevole dei rischi legati alle pratiche BDSM. La dominanza e la sottomissione è indipendente comunque dalle identità e dalle differenze di genere.

Identikit di un mondo sempre più libero

Se fino al ‘97 l’uso del fermo posta relegava gli amanti del BDSM nella solitudine delle loro vite, doppie vite dal momento che il BDSM si rivelava come un mondo a parte, perfettamente organizzato e clandestino, che viveva e si riproduceva ai margini della società, alimentando i sensi di colpa per ciò che da molti veniva vissuto come un “peccato” inconfessabile, con l’avvento di internet e del villaggio globale, con i forum, i social network e le comunità virtuali le modalità sono cambiate ed gli spazi di un movimento sempre più libero ed estroverso si sono dilatati. Da un lato quindi la facciata socialmente accettabile, dall’altro ruoli, linguaggi e comportamenti validi e possibili solo in una cerchia ristretta. Hanno lasciato il posto a persone che non si preoccupano di nascondere le loro “inclinazioni” anzi le ostentano orgogliose. Questo non significa che si tratti di poche persone. Anzi. Il fenomeno ha dimensioni significative come ha spiegato due anni fa alla Bicocca il correlatore Ayzad – massimo divulgatore italiano con il suo libro BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo – “Le ricerche indicano che in Italia un adulto su dieci pratica qualche forma di gioco erotico di dominazione, per un totale di poco meno di quattro milioni di persone, quanto l’intera provincia di Milano. Quando qualcosa è tanto diffuso è assurdo relegarlo agli scoop scandalistici: al seminario vedremo anche quali sono la realtà e i trabocchetti di quella che si può definire un’intera sottocultura”. In tutte le principali città italiane, da Roma a Milano a Bologna, vi sono associazioni ufficiali BDSM con un proprio statuto che hanno lo scopo di riunire e coordinare le attività delle varie realtà associative diffuse sul territorio nazionale e attive nella diffusione della cultura BDSM e fetish. In particolare la mission dell’associazione nei confronti dei soci è diffondere il concetto che le pulsioni legate al BDSM costituiscono una parte sana della propria personalità e che la loro accettazione costituisce un progresso dell’individuo mentre nei confronti della società si propone di agire affinché le istituzioni e le forze politiche attuino pratiche antidiscriminatorie e favoriscano il dialogo con le altre associazioni, sindacati, forze sociali e movimenti per ampliare la libertà e l’uguaglianza di tutti gli individui. Molto più eloquenti delle parole i ruoli che è possibile rivestire, per i quali è previsto, dopo aver messo in luce le inclinazioni di chi viene iniziato, un vero e proprio cursus teorico- pratico con tanto di addestramento. Si va dal/la Neofita, il cui tratto fondamentale è il persistere di una propria volontà contraria anche se solo formalmente a quella del dominante, alla/o Schiava/o, definita come massima sublimazione della mancanza di una volontà, dal/lo Devoto/a, che si trasforma da oggetto a strumento di piacere fino ad arrivare alla Domina o Mistress, alter ego del Signore o Padrone, che esercita sui sub il proprio potere. Naturalmente dominanti e sottomessi saranno contraddistinti da virtù differenti e complementari: tra le altre pazienza, responsabilità, garanzia, equità, affidabilità nel primo caso, obbedienza, pazienza, devozione, gelosia, diligenza nel secondo. Le pratiche inoltre possono essere tante e varie come il calpestamento, il bondage, l’esibizionismo, il voyeurismo o l’urofilia, dove l’urina è al centro dell’interesse sessuale, o come il controllo del respiro o ipofissilia, l’adorazione, l’uso degli aghi, l’abrasione. Unico limite è quello, sancito dal Codice Civile, secondo cui sono vietati atti e pratiche che causino una diminuzione permanente dell’integrità fisica.

Un cicerone d’eccellenza: Maestro BD Davide La Greca

Ed è stato Davide La Greca, conosciuto dai più come Maestro Bd alias Spe, presidente del Circolo BDSM di Roma, che nel 2007 ha abbattuto il muro fra vita privata e pubblica, a farci conoscere il dietro le quinte di un mondo dove nulla è lasciato al caso. Maestro Bd – iniziato al BDSM all’età di 19 anni dalla fidanzata dell’epoca, si definisce poliamorico, dal momento che da 7 anni convive con la sua compagna-sub ed ha anche altre relazioni, ed ha fatto solo esperienze come dom su donne sub – spiega che “Il BDSM è un modo di vivere i rapporti, è una forma di rapporto in cui lo scambio di potere, esistente in tutti i rapporti umani, è palese e codificato, in cui uno cede il controllo di sé all’altro in cambio di cura. La libera scelta ed il consenso dei partecipanti è fondamentale in un rapporto in cui uno esercita il potere e l’altro accetta di subirlo e sottomettersi. Si tratta di un gioco, che non è legato ai sentimenti, dal quale in ogni momento si può decidere di uscire ma dove non devono mancare rispetto e stima”. C’è un vero e proprio codice a cui sottomessi e dominanti devono attenersi per esprimere quelle pulsioni che sono naturalmente presenti in ognuno, a volte latenti a volte manifeste.” E continua “è riduttivo definirlo un gioco di ruolo, termine da usare al plurale per indicare la molteplicità dei modi in cui ognuno si mette in gioco e ricerca nuove emozioni e sperimenta, è qualcosa che mi fa sentire completo”. Primo passo è sempre e comunque il colloquio e la contrattazione in cui le parti in causa cominciano a conoscersi e si palesano i limiti del gioco e i limiti personali definiti dall’eccitazione e dalla volontà di subire del sottomesso, oltre a sancire un’appartenenza che può essere limitata, circoscritta o durare nel tempo. “Ci somo dom monogami e dom poligami, ci sono slave che si donano ai propri padroni 24 ore al giorno per 7 giorni su sette, ci sono rapporti più superficiali e altri più profondi, questo dipende dalla capacità di ognuno di gestire il gioco e il do ut des. Ci sono rapporti continuativi che diventano anche rapporti di vita, tanto che alcuni arrivano a imprimere sul loro corpo dei marchi per siglare quest’appartenenza. A praticare il BDSM è gente comune: avvocati, commercialisti, insegnanti, giornalisti, dirigenti d’azienda, c’è inoltre chi vi si avvicina senza praticarlo. Alcuni – continua – si avvicinano a questo mondo per il sesso ma lo scambio di potere non sfocia necessariamente in rapporto sessuale. Oltre alla gente sana purtroppo c’è gente che sfoga nel BDSM i suoi problemi. È un peccato perché poi chi subisce una “tradimento” del genere si allontana dal mondo BDSM.” Nel BDSM, che si connota come una comunità e c’è un senso di protezione nei confronti dei suoi membri, c’è una sorta di codice d’onore che regola e salvaguarda i rapporti e l’odio della violenza. Si cerca inoltre di allontanare ed emarginare chi abusa del proprio potere e delle persone ed usa e strumentalizza il BDSM stesso. Ci sono comunque situazioni limite in cui è molto facile superare la sottile linea rossa che separa il lecito dall’illecito. L’unica difesa rimane l’informazione” . Mentre nel S/M non c’è una funzione estetica, il bondage è concepito da Maestro Bd, che ha creato nel 2008 l’agenzia Bondage Management e scritto un Manuale di Bondage in uscita a settembre, come una vera e propria arte che insegna agli altri in corsi di vari livelli e mostra in evoluzioni complesse in diversi spettacoli tenuti non solo Roma ma anche in altre città italiane. “La grande diffusione del BDSM è arrivata con internet: le prime comunità erano soltanto virtuali, Manettematte è stato uno dei punti d’incontro di tanti, frequentato dallo stesso Ayzad e dal sottoscritto, che ha dato la possibilità attraverso le chat, i forum, i messaggi di conoscere e farsi conoscere. Il sito Legami.org ha oggi oltre 10.000 iscritti, è una delle forme di contatto più semplici e più diffuse mentre su Facebook la comunità BDSM è davvero ampia. Accanto alle comunità virtuali – continua Maestro Bd – esistono però anche comunità reali che organizzano, per curiosi, praticanti e appassionati, cene, cineforum, feste a tema, aperitivi, spettacoli e incontri informali a cadenza settimanale in pub, dove non è sempre necessario il dress code, cioè l’abbigliamento che contraddistingue i vari ruoli”. Sono sempre più diffusi inoltre negozi specializzati in oggettistica e abbigliamento BDSM che non vanno confusi con i sexy shop. Non mancano inoltre appuntamenti ufficiali come Il Bizzarro Film Festival a Bologna o il Festival Internazionale della Seduzione al SexArt Village di Roma così come Explore, il Festival internazionale della Sessualità alternativa, appuntamento imperdibile per gli addetti ai lavori, che si svolgerà a fine luglio in Germania, e che nel 2011 potrebbe svolgersi in Italia, in cui maestro bd si è esibito come performer insieme ai migliori d’Europa e a maestri sacri dello shibari, antica arte giapponese della legatura, come Hikari Kesho, fotografo professionista e maestro Nawashi che in location d’eccezione realizza scatti unici e straordinari.

La semantica del BDSM

Sulla semantica BDSM si è interrogato lo psicologo e psicoterapeuta Marco Inghilleri, nel volume in uscita a fine anno, “M. Inghilleri, E. Ruspini ( a cura di), Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto” edito dalla FrancoAngeli. In particolare “le modalità di espressione della sessualità non ordinarie (definite parafilie dalla clinica tradizionale) non sono riconducibili ad un uso improprio della sessualità, quanto ad una base problematica nel costruire la relazione con l’altro” non si tratta insomma – continua Inghilleri, che ha approfondito nel volume lo studio delle ordinarie sessualità estreme – “mai solo di una questione di sesso quanto piuttosto di un problema che nasce nel dialogo di interconnessione dei generi”. Le forme della sessualità nelle società postmoderna, società del disincanto, sono sempre più fluide e nomadi mentre avanzano nuove forme di oscurità legate al mondo virtuale e non solo. In realtà quando sfuggiamo ad una relazione di intimità – sottolinea il Dott. Inghilleri – l’altro diventa solo un feticcio, un oggetto che deve recitare all’interno del nostro teatro mentale”. Tuttavia la persona che le esercita non vive queste pratiche come disfunzionali, tutt’altro. Chi pratica BDSM, se da un lato afferma di dar sfogo a pulsioni presenti nell’interiorità di ognuno, dall’altro non fa che trasferire nella sessualità le dinamiche di gerarchia, dominazione e subordinazione già presenti nella società. La differenza fra la distribuzione dei ruoli SM la dice lunga su come sono ancora oggi percepiti nella società occidentale il maschile e il femminile, così come il linguaggio, secondo Mc Luhan la forma di propaganda più potente, veicola una precisa cultura che nel 2010 è ancora discriminante nei confronti della donna. Infatti i dom sono principalmente uomini, e al contrario slave le donne, mentre quando ad esercitare il potere sono le mistress in realtà lo fanno assumendo atteggiamenti virili. La tematica principale è strettamente legata a dinamiche di potere e di controllo sull’altro, caratterizzate dai costrutti della potenza e dell’impotenza, della vergogna e del trionfo, della colpa e dell’innocenza, della vittima e del carnefice. L’aspetto culturale del BDSM si inserisce nel contesto dei social network, in una società in cui il virtuale viene reso reale e la realtà quasi surreale ed in cui si ha un anima nella misura in cui se ne fa mostra. Il BDSM, che è trasversale all’età, attraverso il web ha permesso la socializzazione di desiderata prima coltivati in solitudine ed ha messo in comunicazione anche individui molto distanti tra loro. Le esperienze limite di questo mondo servono a misurarsi con se stessi ma il pericolo è insito nel tipo di rappresentazione che la persona ha della sessualità. “Il rituale e l’insieme di riti che costruiscono una liturgia hanno in sé qualcosa di mortifero a differenza dell’atto erotico, creativo e sempre negoziato con l’altro. Le dinamiche BDSM sono strettamente interconnesse al problema di genere legato al rapporto tra femminile e maschile. Il maschio postmoderno, si pensi al protagonista del film Fight Club, che ha perso infatti il suo ruolo di cacciatore- raccoglitore ed è incapace di reinventare la propria mascolinità e riposizionarsi in sintonia ai cambiamenti sociali, dà luogo a vere e proprie condotte devianti mentre la donna viene estromessa dei suoi aspetti specifici e la capacità femminile di prendersi cura degli altri viene degradata a rinunzia, la sua tenerezza obbedienza. L’abitudine attuale ad un presente dilatato, alla mercificazione del corpo e alla spettacolarizzazione del privato ha tolto alla gente la capacità di sognare ma solo così si può anticipare un cambiamento e riprogettare l’utopia”.

I rischi e la metà oscura del mondo BDSM

Sempre più gente, in tempi di crisi economica, sociale e non solo, si da alle “fruste”…. ma il gioco BDSM, che con internet ha sciolto le sue briglie ed è diventato più libero, è tale solo finché chi lo pratica è adulto, consapevole e consenziente. Se invece sono giovani e giovanissimi a farne parte il gioco diventa un abuso vero e proprio, una violenza tanto più inammissibile quanto più celata dai contorni di pratiche condivise almeno in apparenza in contesti che non permettono o ignorano la safe word, la parola o il gesto che bloccano il gioco se diventa indesiderato .

Tanti sono i giovanissimi che, attraverso la “rete” virtuale, si avvicinano al mondo BDSM senza una reale consapevolezza di ciò che dietro questo paravento si può nascondere e rischiano di finire nella “rete” fin troppo reale di persone pronte a trasformarsi in carnefici e ad approfittare miseramente e squallidamente delle loro vittime. Tanti sono quelli che, scherzando col fuoco, possono rimanere bruciati da chi spinge il proprio piacere ai limiti della tortura fisica e/o psicologica altrui con aghi, marchi, abrasioni, cinture costrittive fino al controllo totale dell’altro. Il gioco si è trasformato in tragedia quando un trans triestino è morto durante un gioco sadomaso nel settembre 2008. A Baricella, in provincia di Bologna, Michele Tropper, il 35enne responsabile dell’omicidio, ha legato la sua vittima ad un albero del giardino e le ha avvolto attorno al collo una grossa catena che poi a stretto fino a soffocarla. È questa una pratica molto pericolosa, il Birth control o controllo del respiro che può avere effetti permanenti ed irreversibili e provocare addirittura la morte se il cervello rimane senza ossigeno per 12 minuti.

Come ha detto Ayzad, autore di XXX Il dizionario del sesso insolito, “Il fatto è che, in tempi di internet e cultura globale, anche la sessualità è cambiata molto rispetto a ciò che si studia sui libri, il mondo si è riempito di gente che a 18 anni già scarica filmati scat giapponesi, sa tutto di piercing e body modification, ha una fucking machine nascosta nell’armadio e passa le giornate a discutere di sesso estremo su forum internazionali. È stato così che mi sono trovato a vivere fra due culture parallele, che non comunicano fra loro anche per via della mancanza di un linguaggio condiviso, sostituito da gerghi incomprensibili ai non iniziati”.

Non bisogna ignorare la massa delle persone, che per emulazione o sperimentazione, si dedica anche con improvvisazione a pratiche estreme come novelli marchesi De Sade. Bisogna sapere cosa fare e cosa non fare per non sconfinare nel pericoloso dal momento che molte pratiche prevedono una immobilità, una costrizione. Bisogna avere una grande lucidità e conoscenza delle dinamiche, informarsi e informare per far sì che il gioco non diventi un tunnel senza uscita e non lasci segni indelebili impressi nell’anima e sul corpo.

Serena Todaro (Globalpress Italia)

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EVENTO GASTRO ARTISTICO

July 9th, 2010

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GLI AMORI DEL SABATO SERA

July 3rd, 2010

La trama e le recensioni di Gli amori del sabato sera, romanzo di Stefania Balotelli e Fabrizio Savelli edito da Newton Compton. Come si fa a superare una delusione d’amore quando ti senti innamorato come Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta e Vagabondo e Lilly? Ma soprattutto come si fa a trovarne uno nuovo quando le ragazze sono usate come cerotti per curare ferite che sanguinano ancora e gli uomini sono visti come sigarette che respiri e poi butti via? Giulia è appena tornata da Londra, e lentamente cerca di rimettere in piedi la sua vita e dimenticare una relazione finita troppo male. Feste, discoteche, shopping: i primi passi per tornare a sorridere. Andrea fa il tatuatore. È schivo, bello e intrigante, e anche lui ha un passato da superare. Quelle di Giulia e Andrea sono due storie come tante, due cuori infranti, due vite che si sfiorano per le strade di una città. Cercano di riemergere dai loro dolori: escono con gli amici, vanno in discoteca, ascoltano all’infinito le canzoni del loro amore. Finché non accade l’incontro che il destino ha fissato. Due sguardi si incrociano e per Andrea e Giulia inizia un sottile gioco di seduzione, che schiude le porte a un timido e travolgente nuovo sentimento. In un susseguirsi di incontri e scontri, i due protagonisti, con i loro amici, Sara, Albi, Chiara e tanti altri, ci trasporteranno in un frenetico vortice dove l’ovvio lascia il passo al nuovo, in un racconto dolceamaro che incanta per la delicatezza delle emozioni.

«Perché fa ancora così maledettamente male? Non riesco a liberarmi del suo fantasma. È ancora ovunque, in ogni cosa che vedo o che faccio. No, non posso ricominciare a stare male. Non voglio pensare a lui, non ora perlomeno. Adesso è giusto che mi goda questo momento, il mio ritorno a casa e tutti loro. Sara mi viene incontro e mi stringe forte. Restiamo così per non so davvero quanto tempo. Parliamo sotto voce, con gli occhi lucidi. Avrei tante cose da raccontarle ma per ora quello che continuo a ripeterle è che mi è mancata da morire.»

«Non parlo più con nessuno, non ne ho voglia. Non saprei che dire. Mi manca. Non c’è canzone che non parli di lei. Film che non mi ricordi lei. Addirittura la pubblicità mi riporta a lei. Sono in paranoia. Forte.Tra un tatuaggio e l’altro mi attacco a Internet. Leggo i forum di chi è nelle mie condizioni. Uno straccio. Cerco nelle esperienze altrui una speranza. Leggo avidamente tutte le storie, purtroppo non ne finisce bene neppure una. Parlano di amori finiti, di tradimenti… «Ce la puoi fare»; «Siamo con te»; «È uno stronzo»; «Ama te stesso e vedrai che starai meglio». Nessuno che consigli di combattere.Tutti a dirti è finita, fattene una ragione. Dimentica.Tutto qui? Non sono d’accordo.»


IBS LIBRI

ESTRATTO IN PDF

Autore Stefania Balotelli e Fabrizio Savelli

Editore

Casa editrice Newton Compton

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THE WISDOM’S WAY…

July 3rd, 2010

“una ragazza saggia BACIA ma non ama, ASCOLTA ma non crede e LASCIA prima di essere lasciata!” (M. Monroe)

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Cina: pole-dance in metro, arrestata

June 30th, 2010

Arthur Charleston, è considerato il primo vero inventore della Lap Dance verso la fine degli anni ’50. Da qualche anno è defunto a Pasadena negli Stati Uniti d’America.

Con la sua invenzione permise che gli uomini dai 18 anni in su trovassero divertimento e svago dalla logorante vita quotidiana osservando giovani ragazze, sempre maggiorenni, danzare sinuosamente avvinghiate ad un palo vestite di pochi e succinti abiti.

Secondo alcuni, l’idea della danza attorno al palo, fu maturata dopo la visita della regione della Lapponia in Finlandia, dove egli vide le popolazioni autoctone praticare i balli radicati nelle loro tradizioni. In un’intervista, rilasciata proprio l’anno antecedente la sua morte, Charleston affermò che dopo aver visto i Lapponi danzare attorno a pali piantati nel terreno, la sua mente gli riproponeva in continuazione questo susseguirsi di immagini e balli. Da lì egli si chiese se, una danza simile ma a sfondo erotico, fosse quantomeno fattibile. Gli anni degli esperimenti di questa nuova danza in veste sessualmente provocante lo hanno condotto anche a sei mesi di prigione per atti osceni in luogo pubblico, ma Charleston appena uscito di prigione, continuò con la sperimentazione della strana forma di intrattenimento.

Una volta perfezionata, la Lap Dance esternò con chiarezza tutta la sua potenziale carica erotica e Charleston ne intuì le capacità di intrattenimento di un pubblico maschile desideroso di nuovi piccanti divertimenti. Charleston dedicò molto tempo a promuovere la sua neonata invenzione, iniziando prima di tutto spiegando e “allenando” le giovani ed intraprendenti ragazze al suo nuovo stile di intrattenimento sexy.

Il vero paradosso sta nel fatto che Arthur Charleston non riuscì mai a sfruttare personalmente la sua invenzione dal punto di vista economico. In realtà Le origini della danza col palo sono molto più antiche. Nell’antica Cina l’arte del Palo cinese era una delle discipline circensi maggiornmente praticate .
In Italia, la Pole Dance viene erroneamente chiamata Lap Dance (= danza del grembo), che è una danza completamente diversa dove una persona balla seduta su un’altra. In realtà, la danza col palo è sempre una Pole Dance, in qualsiasi contesto. La peculiarità di questa danza è che ha molte sfaccettature, basate sul luogo in cui viene praticata e sull’approccio con la pertica ed eventuali spettatori, in particolar modo:
- Erotic/Exotic: è il lato nettamente sensuale della danza, che può essere accentuato con un’abbigliamento succinto e un’atteggiamento ammiccante. L’intento è mostrare la bellezza e la sinuosità del corpo. Questo è il lato più conosciuto, ma anche frainteso, perché tendenzialmente è facile associare alle performer che più fanno uso di questo aspetto l’immagine della poco di buono;
- Empowering: è pura dimostrazione di forza e capacità atletiche, la pertica è usata come strumento per compiere evoluzioni acrobatiche, la performer è più un’atleta che una ballerina, l’interesse non è tanto intrattenere o sedurre, ma dimostrare le potenzialità acrobatiche e spettacolari;
- Fitness: è il più recente modo di interpretare la Pole Dance al fine di tonificare il fisico e aumentare la propria forza, flessibilità, confidenza. E’ la Pole Dance per tutti, finalizzata al miglioramento di sé stessi.

La provocazione della giovane Fei Fei, ballerina di professione, che insieme a un’amica ha allietato i passeggeri del metro di Nanchino per “diffondere la cultura della danza moderna”. E’ stata rilasciata sotto giuramento che non lo rifarà

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CORIGLIANO CALABRO FOTOGRAFIA

June 29th, 2010

CORIGLIANO CALABRO FOTOGRAFIA 2010 28 giugno 2010/4 Luglio 2010
Direzione Artistica: Gaetano Gianzi e Cosmo Laera

Inizio:
martedì 29 giugno 2010 alle ore 9.30
Fine:
domenica 4 luglio 2010 alle ore 20.00
Luogo:
CASTELLO DUCALE
Via:
Piazza Campagna
Città/Paese:
Corigliano Calabro, Italy

L’edizione 2010 di CORIGLIANO CALABRO FOTOGRAFIA testimonia la capacità di costruire attraverso manifestazioni culturali di alto profilo una fruizione completamente differente del turismo in una delle più suggestive mete della Calabria.
Giunge all’ottavo anno questo importante appuntamento con l’arte della fotografia e i suoi protagonisti: una rassegna organizzata dalla Associazione Culturale Corigliano per la fotografia con il patrocinio del Comune di Corigliano Calabro e con il finanziamento della Regione Calabria promossa proprio per concretizzare una passione nei confronti di uno straordinario territorio ricco di preziosi siti d’arte e di bellezze naturali. La fotografia sarà presente attraverso una serie di eventi con la presenza di qualificati operatori del settore, autori ed esperti che si confronteranno attraverso gli incontri con il pubblico, incontri, workshop, portaolio e mostre nella suggestiva cornice del Castello Ducale diventato ormai importante punto di riferimento per le attività culturali.
L’evento centrale di questa edizione è affidato alla straordinaria capacità interpretativa di Franco Fontana, che ha realizzato una raccolta di immagini fotografiche su Corigliano Calabro che saranno presentate al pubblico proprio in occasione della serata inaugurale del festival il 3 luglio 2010.

COLORI DAL SUD.

Programma:

Inaugurazione 3 luglio 2010 – ore 19.00 Castello Ducale
Interverranno: Pasqualina Straface Sindaco della Città , Mario Caligiuri Assessore alla Cultura della Regione Calabria , Mario Oliverio Presidente della Provincia di Cosenza, Fulvio Merlak – Presidente FIAF, Sonia Ferrari (Presidente Parco Nazionale della Sila), Antonella Pierno (Accademia di Belle Arti Brera di Milano), Sonia Ferrari Presidente Parco Nazionale della Sila, Denis Curti (direttore di Contrasto a Milano) Arianna Rinaldo (photo editor e consulente di la Repubblica delle Donne), Carmelo Nicosia(direttore Accademia di Belle Arti di Catania), Gaetano Gianzi (Direttore Artistico e presidente dell’Associazione Culturale Corigliano per la Fotografia), Cosmo Laera (Direttore Artistico)

Conferimento della Cittadinanza Onoraria a Gianni Berengo Gardin

Mostre – 3 luglio 2010 – 15 settembre 2010
Castello Ducale di Corigliano Calabro

• Franco Fontana – Corigliano a Colori
• Joe Oppedisano – De·con·struc·tion ” 20 anni di Collage
• Filippo Romano & Eva Frapiccini – 106 statale jonica
• Tonino Sgrò – 491 km-vita da 106
• Giancarlo Ceraudo – Cruz de Sur
• Paola Fiorini – Elisa Fashion District
• Circolo Fiaf di Bagnacavallo “Amici della Fotografia” – Emilia Romagna, il nostro territorio e la sua gente
• Antonio Manta e la sua Bottega – Parco Nazionale della Sila
• Francesco Vitali Salatino – Occhi di scena
• Caleidoscopio fotografie di Samuele Mancini, Angelo Polvanesi, Francesco Tanganelli

PORTFOLIO
3-4 luglio 2010 ore 9.00-12.30/15.30-18.00 – Castello ducale di Corigliano Calabro
• Arianna Rinaldo – Photo editor / consulente fotografico La Repubblica delle Donne
• Tiziana Jelo- Photo editor di Gioia
• Paola Brivio – Photo editor di Geo
• Denis Curti – Direttore Agenzia Contrasto Milano
• Antonella Pierno – Docente Accademia di Belle Arti di Brera
• Fulvio Merlak – Presidente FIAF
• Pippo Pappalardo – Docente DAC/FIAF
• Giancarlo Torresani – Direttore DAC/FIAF
• Marco Pinna –Redattore di National Geographic Italia
• Cinzia Busi Thompson – Docente DAC/FIAF
• Cristina Paglionico – Docente DAC/FIAF
• Carmelo Nicosia – Direttore Accademia di Belle Arti di Catania
• Cosmo Laera – Fotografo e Art Curator
• Elena Givone- Fotografo
• Attilio Lauria – Docente DAC/FIAF e Art Curator
• Daniela Sidari – Docente DAC/FIAF

• Anna Lauria Per filo e per segno
Inaugurazione 30 giugno 2010 alle ore 19,00 – mostra di poesia visiva presso “Dulcamara” centro storico Corigliano

Primo Premio: NIKON D90+16/85 VR+SCHEDA 4GB offerta dalla NITAL

Incontri/Workshop –28 giugno 2010 / 4 luglio 2010
Castello Ducale di Corigliano Calabro

• Joe Oppedisano
29/30 giugno e 1luglio 2010 ore 10.00 presso il Castello Ducale
I Volti della Citta di Corigliano
• Giancarlo Torresani
1/2 luglio 2010 ore 10.00 presso il Castello Ducale
Ideazione e produzione di un Portfolio
• Franco Fontana
2 luglio 2010 inizio incontro ore 18.00 presso il centro commerciale Auchan
Proiezione del film a cura di Visioni d’arte GIART Bologna
• Antonio Manta
4/5 luglio 2010 inizio incontro ore 10.00 presso il Castello Ducale
Post Produzione e Stampa Fine Art

Sabato 3 e domenica 4 luglio 2010 presso il Castello Ducale di Corigliano Calabro
INCONTRO CON LA CARTA
A cura del Maestro cartaio Sandro Tiberi

Domenica 4 luglio 2010 ore 11.00 presso il Castello Ducale di Corigliano Calabro
Presentazione della rivista OjodePez con Arianna Rinaldo
OjodePez è una rivista trimestrale di fotografia documentaria edita
da La Fabrica in Madrid, e distribuita internazionalmente Nata nel
2004

Informazioni:
organizzazione tecnica, informazioni e iscrizioni workshop:
Associazione Culturale CORIGLIANO per la FOTOGRAFIA
Corigliano Calabro (CS) – ITALIA tel. 339.5699024 – 392.8243065
http://www.coriglianocalabrofotografia.it/ info@gaetanogianzi.it

MUSEO CASTELLO DUCALE
Piazza Compagna, 1 – 87064 CORIGLIANO CALABRO (CS) ITALIA – tel. 0983/81635
www.museocastellodicorigliano.it – orari di apertura: 09.00-13.00/16.00-19.00 — lunedì chiuso

Prenotazione Alberghiera:
Zagara Viaggi e Turismo – Corigliano Calabro
tel. 0983/888001 tel. 0983/886696 – Fax 0983/886695
email: zagara_viaggi@tin.it

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Polaroid LEGS // Photographic Exhibition

June 29th, 2010
Inizio:
mercoledì 7 luglio 2010 alle ore 17.30
Fine:
giovedì 8 luglio 2010 alle ore 1.00
Luogo:
Cafe 1001 // Brick Lane // London

Descrizione

// ENG //

July 7, 2010 the day will take place at Café 1001 (Brick Lane, London) the presentation of the project “LEGS”, Giacomo Favilla.

Will be exhibited over 50 new images of female legs in unusual contexts, imprinted on rare original Polaroid films that were made, years ago, in collaboration with the famous company Jagermeister. Were used to take various models of cameras, all compatible with the format 600, but the most popular was the Polaroid Supercolor 635.

Admission is free and the exhibition will be open from 17.30 to 1.00.
For a small preview of what awaits:

// ITA //

Il giorno 7 Luglio 2010 si svolgerà presso Cafe 1001 (Brick Lane, Londra) la presentazione del progetto LEGS, di Giacomo Favilla.

Verranno esibite oltre 50 immagini inedite di gambe femminili in contesti insoliti, impresse su rare pellicole originali Polaroid che vennero realizzate, anni or sono, in collaborazione con la nota ditta Jagermeister. Per scattare sono stati utilizzati diversi modelli di macchine, tutte compatibili col formato 600, ma la più gettonata è stata la Polaroid Supercolor 635.

L’ingresso è gratuito e la mostra sarà accessibile dalle ore 17.30 alle ore 1.00.

Per una piccola anteprima di cosa vi aspetta:
http://www.giacomofavilla.com/project/legs/

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