«Le droghe ci annoiano col loro paradiso. Ci diano, piuttosto, un po\' di conoscenza. Noi non siamo un secolo da paradisi.» (Henri Michaux - Connaissance par les gouffres)

MONDO BDSM: IL VOLTO DEL FENOMENO E LA SUA META’ OSCURA

Inchiesta pubblicata per gentile concessione di GLOBALPRESSITALIA

ROMA – Se corde, anelli, moschettoni, fruste, aghi, collari, marchi a fuoco, vi fanno rabbrividire e pensare soltanto al marchese De Sade, siete fuori strada, dal momento che oltre quattro milioni di persone, già nel 2008, utilizzavano questi oggetti come strumento di piacere proprio personale o “dolore” altrui e come precisa scelta di vita. Stiamo parlando del mondo BDSM – acronimo composto da Bondage (B), Bondage e Disciplina (BD), Dominazione e Sottomissione (DS), Sadismo e Masochismo (SD) – un fenomeno che dal ‘97, grazie alla rete e alle community virtuali, si sta diffondendo sempre di più fra giovanissimi, giovani e meno giovani tant’è che proprio questo è stato il tema del convegno dal titolo “Questione di ruoli – un’introduzione scientifica al fenomeno del BDSM” che si è tenuto il 30 ottobre 2008 alla Bicocca di Milano. E se nel resto del mondo convegni simili vengono abitualmente proposti in ambito scientifico, in Italia si è trattato di una prima volta assoluta in cui le istituzioni universitarie hanno dedicato uno spazio allo studio delle sessualità alternative. Che cos’è il BDSM? Per molti è uno stile di vita, un’arte, una vera e propria filosofia, per altri un paravento per approfittarsi delle persone, sicuramente un mondo variegato e complesso ricco di luci ma anche di ombre, una ribalta per mettere in scena le pulsioni e i desideri più reconditi.

Definizione di un fenomeno di massa

BDSM indica un complesso di pratiche relazionali e/o erotiche e/o di preferenze sessuali. Queste pratiche, che al di fuori di un contesto consensuale sono in genere considerate spiacevoli e indesiderabili, sono nel BDSM fonte di soddisfazione reciproca, e strumento di costruzione di un rapporto interpersonale. Scambio di potere, di dominazione e sottomissione, di dolore e piacere, sono dunque le parole chiave delle dinamiche BDSM che avvengono fra individui adulti e consenzienti. Diverse quindi le sfaccettature di questo scambio: dal Bondage: l’arte di legare il corpo altrui per scoprire il piacere della costrizione alla Disciplina: l’uso di regole e punizioni, date o ricevute, dalla Dominazione e Sottomissione: relazione in cui una persona lascia che il proprio partner assuma il controllo con tempi e modalità che vengono consensualmente concordati fino al Sadismo e Masochismo: il piacere di infliggere e provare dolore. Le tre regole fondamentali del BDSM possono essere riassunte dalla formula inglese “Safe, Sane, Consensual” (Sicuro- Sano – Consensuale) formula attribuita all’attivista David Stein che nel 1984 la usò per distinguere “il tipo di SM consensuale da quello abusivo, criminale, neurotico ed autodistruttivo generalmente associato con il termine sadomasochismo”. Per chi ama le emozioni forti esiste però la formula RACK “Risk- Aware Consensual Kink” cioè conoscenza e accettazione consapevole dei rischi legati alle pratiche BDSM. La dominanza e la sottomissione è indipendente comunque dalle identità e dalle differenze di genere.

Identikit di un mondo sempre più libero

Se fino al ‘97 l’uso del fermo posta relegava gli amanti del BDSM nella solitudine delle loro vite, doppie vite dal momento che il BDSM si rivelava come un mondo a parte, perfettamente organizzato e clandestino, che viveva e si riproduceva ai margini della società, alimentando i sensi di colpa per ciò che da molti veniva vissuto come un “peccato” inconfessabile, con l’avvento di internet e del villaggio globale, con i forum, i social network e le comunità virtuali le modalità sono cambiate ed gli spazi di un movimento sempre più libero ed estroverso si sono dilatati. Da un lato quindi la facciata socialmente accettabile, dall’altro ruoli, linguaggi e comportamenti validi e possibili solo in una cerchia ristretta. Hanno lasciato il posto a persone che non si preoccupano di nascondere le loro “inclinazioni” anzi le ostentano orgogliose. Questo non significa che si tratti di poche persone. Anzi. Il fenomeno ha dimensioni significative come ha spiegato due anni fa alla Bicocca il correlatore Ayzad – massimo divulgatore italiano con il suo libro BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo – “Le ricerche indicano che in Italia un adulto su dieci pratica qualche forma di gioco erotico di dominazione, per un totale di poco meno di quattro milioni di persone, quanto l’intera provincia di Milano. Quando qualcosa è tanto diffuso è assurdo relegarlo agli scoop scandalistici: al seminario vedremo anche quali sono la realtà e i trabocchetti di quella che si può definire un’intera sottocultura”. In tutte le principali città italiane, da Roma a Milano a Bologna, vi sono associazioni ufficiali BDSM con un proprio statuto che hanno lo scopo di riunire e coordinare le attività delle varie realtà associative diffuse sul territorio nazionale e attive nella diffusione della cultura BDSM e fetish. In particolare la mission dell’associazione nei confronti dei soci è diffondere il concetto che le pulsioni legate al BDSM costituiscono una parte sana della propria personalità e che la loro accettazione costituisce un progresso dell’individuo mentre nei confronti della società si propone di agire affinché le istituzioni e le forze politiche attuino pratiche antidiscriminatorie e favoriscano il dialogo con le altre associazioni, sindacati, forze sociali e movimenti per ampliare la libertà e l’uguaglianza di tutti gli individui. Molto più eloquenti delle parole i ruoli che è possibile rivestire, per i quali è previsto, dopo aver messo in luce le inclinazioni di chi viene iniziato, un vero e proprio cursus teorico- pratico con tanto di addestramento. Si va dal/la Neofita, il cui tratto fondamentale è il persistere di una propria volontà contraria anche se solo formalmente a quella del dominante, alla/o Schiava/o, definita come massima sublimazione della mancanza di una volontà, dal/lo Devoto/a, che si trasforma da oggetto a strumento di piacere fino ad arrivare alla Domina o Mistress, alter ego del Signore o Padrone, che esercita sui sub il proprio potere. Naturalmente dominanti e sottomessi saranno contraddistinti da virtù differenti e complementari: tra le altre pazienza, responsabilità, garanzia, equità, affidabilità nel primo caso, obbedienza, pazienza, devozione, gelosia, diligenza nel secondo. Le pratiche inoltre possono essere tante e varie come il calpestamento, il bondage, l’esibizionismo, il voyeurismo o l’urofilia, dove l’urina è al centro dell’interesse sessuale, o come il controllo del respiro o ipofissilia, l’adorazione, l’uso degli aghi, l’abrasione. Unico limite è quello, sancito dal Codice Civile, secondo cui sono vietati atti e pratiche che causino una diminuzione permanente dell’integrità fisica.

Un cicerone d’eccellenza: Maestro BD Davide La Greca

Ed è stato Davide La Greca, conosciuto dai più come Maestro Bd alias Spe, presidente del Circolo BDSM di Roma, che nel 2007 ha abbattuto il muro fra vita privata e pubblica, a farci conoscere il dietro le quinte di un mondo dove nulla è lasciato al caso. Maestro Bd – iniziato al BDSM all’età di 19 anni dalla fidanzata dell’epoca, si definisce poliamorico, dal momento che da 7 anni convive con la sua compagna-sub ed ha anche altre relazioni, ed ha fatto solo esperienze come dom su donne sub – spiega che “Il BDSM è un modo di vivere i rapporti, è una forma di rapporto in cui lo scambio di potere, esistente in tutti i rapporti umani, è palese e codificato, in cui uno cede il controllo di sé all’altro in cambio di cura. La libera scelta ed il consenso dei partecipanti è fondamentale in un rapporto in cui uno esercita il potere e l’altro accetta di subirlo e sottomettersi. Si tratta di un gioco, che non è legato ai sentimenti, dal quale in ogni momento si può decidere di uscire ma dove non devono mancare rispetto e stima”. C’è un vero e proprio codice a cui sottomessi e dominanti devono attenersi per esprimere quelle pulsioni che sono naturalmente presenti in ognuno, a volte latenti a volte manifeste.” E continua “è riduttivo definirlo un gioco di ruolo, termine da usare al plurale per indicare la molteplicità dei modi in cui ognuno si mette in gioco e ricerca nuove emozioni e sperimenta, è qualcosa che mi fa sentire completo”. Primo passo è sempre e comunque il colloquio e la contrattazione in cui le parti in causa cominciano a conoscersi e si palesano i limiti del gioco e i limiti personali definiti dall’eccitazione e dalla volontà di subire del sottomesso, oltre a sancire un’appartenenza che può essere limitata, circoscritta o durare nel tempo. “Ci somo dom monogami e dom poligami, ci sono slave che si donano ai propri padroni 24 ore al giorno per 7 giorni su sette, ci sono rapporti più superficiali e altri più profondi, questo dipende dalla capacità di ognuno di gestire il gioco e il do ut des. Ci sono rapporti continuativi che diventano anche rapporti di vita, tanto che alcuni arrivano a imprimere sul loro corpo dei marchi per siglare quest’appartenenza. A praticare il BDSM è gente comune: avvocati, commercialisti, insegnanti, giornalisti, dirigenti d’azienda, c’è inoltre chi vi si avvicina senza praticarlo. Alcuni – continua – si avvicinano a questo mondo per il sesso ma lo scambio di potere non sfocia necessariamente in rapporto sessuale. Oltre alla gente sana purtroppo c’è gente che sfoga nel BDSM i suoi problemi. È un peccato perché poi chi subisce una “tradimento” del genere si allontana dal mondo BDSM.” Nel BDSM, che si connota come una comunità e c’è un senso di protezione nei confronti dei suoi membri, c’è una sorta di codice d’onore che regola e salvaguarda i rapporti e l’odio della violenza. Si cerca inoltre di allontanare ed emarginare chi abusa del proprio potere e delle persone ed usa e strumentalizza il BDSM stesso. Ci sono comunque situazioni limite in cui è molto facile superare la sottile linea rossa che separa il lecito dall’illecito. L’unica difesa rimane l’informazione” . Mentre nel S/M non c’è una funzione estetica, il bondage è concepito da Maestro Bd, che ha creato nel 2008 l’agenzia Bondage Management e scritto un Manuale di Bondage in uscita a settembre, come una vera e propria arte che insegna agli altri in corsi di vari livelli e mostra in evoluzioni complesse in diversi spettacoli tenuti non solo Roma ma anche in altre città italiane. “La grande diffusione del BDSM è arrivata con internet: le prime comunità erano soltanto virtuali, Manettematte è stato uno dei punti d’incontro di tanti, frequentato dallo stesso Ayzad e dal sottoscritto, che ha dato la possibilità attraverso le chat, i forum, i messaggi di conoscere e farsi conoscere. Il sito Legami.org ha oggi oltre 10.000 iscritti, è una delle forme di contatto più semplici e più diffuse mentre su Facebook la comunità BDSM è davvero ampia. Accanto alle comunità virtuali – continua Maestro Bd – esistono però anche comunità reali che organizzano, per curiosi, praticanti e appassionati, cene, cineforum, feste a tema, aperitivi, spettacoli e incontri informali a cadenza settimanale in pub, dove non è sempre necessario il dress code, cioè l’abbigliamento che contraddistingue i vari ruoli”. Sono sempre più diffusi inoltre negozi specializzati in oggettistica e abbigliamento BDSM che non vanno confusi con i sexy shop. Non mancano inoltre appuntamenti ufficiali come Il Bizzarro Film Festival a Bologna o il Festival Internazionale della Seduzione al SexArt Village di Roma così come Explore, il Festival internazionale della Sessualità alternativa, appuntamento imperdibile per gli addetti ai lavori, che si svolgerà a fine luglio in Germania, e che nel 2011 potrebbe svolgersi in Italia, in cui maestro bd si è esibito come performer insieme ai migliori d’Europa e a maestri sacri dello shibari, antica arte giapponese della legatura, come Hikari Kesho, fotografo professionista e maestro Nawashi che in location d’eccezione realizza scatti unici e straordinari.

La semantica del BDSM

Sulla semantica BDSM si è interrogato lo psicologo e psicoterapeuta Marco Inghilleri, nel volume in uscita a fine anno, “M. Inghilleri, E. Ruspini ( a cura di), Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto” edito dalla FrancoAngeli. In particolare “le modalità di espressione della sessualità non ordinarie (definite parafilie dalla clinica tradizionale) non sono riconducibili ad un uso improprio della sessualità, quanto ad una base problematica nel costruire la relazione con l’altro” non si tratta insomma – continua Inghilleri, che ha approfondito nel volume lo studio delle ordinarie sessualità estreme – “mai solo di una questione di sesso quanto piuttosto di un problema che nasce nel dialogo di interconnessione dei generi”. Le forme della sessualità nelle società postmoderna, società del disincanto, sono sempre più fluide e nomadi mentre avanzano nuove forme di oscurità legate al mondo virtuale e non solo. In realtà quando sfuggiamo ad una relazione di intimità – sottolinea il Dott. Inghilleri – l’altro diventa solo un feticcio, un oggetto che deve recitare all’interno del nostro teatro mentale”. Tuttavia la persona che le esercita non vive queste pratiche come disfunzionali, tutt’altro. Chi pratica BDSM, se da un lato afferma di dar sfogo a pulsioni presenti nell’interiorità di ognuno, dall’altro non fa che trasferire nella sessualità le dinamiche di gerarchia, dominazione e subordinazione già presenti nella società. La differenza fra la distribuzione dei ruoli SM la dice lunga su come sono ancora oggi percepiti nella società occidentale il maschile e il femminile, così come il linguaggio, secondo Mc Luhan la forma di propaganda più potente, veicola una precisa cultura che nel 2010 è ancora discriminante nei confronti della donna. Infatti i dom sono principalmente uomini, e al contrario slave le donne, mentre quando ad esercitare il potere sono le mistress in realtà lo fanno assumendo atteggiamenti virili. La tematica principale è strettamente legata a dinamiche di potere e di controllo sull’altro, caratterizzate dai costrutti della potenza e dell’impotenza, della vergogna e del trionfo, della colpa e dell’innocenza, della vittima e del carnefice. L’aspetto culturale del BDSM si inserisce nel contesto dei social network, in una società in cui il virtuale viene reso reale e la realtà quasi surreale ed in cui si ha un anima nella misura in cui se ne fa mostra. Il BDSM, che è trasversale all’età, attraverso il web ha permesso la socializzazione di desiderata prima coltivati in solitudine ed ha messo in comunicazione anche individui molto distanti tra loro. Le esperienze limite di questo mondo servono a misurarsi con se stessi ma il pericolo è insito nel tipo di rappresentazione che la persona ha della sessualità. “Il rituale e l’insieme di riti che costruiscono una liturgia hanno in sé qualcosa di mortifero a differenza dell’atto erotico, creativo e sempre negoziato con l’altro. Le dinamiche BDSM sono strettamente interconnesse al problema di genere legato al rapporto tra femminile e maschile. Il maschio postmoderno, si pensi al protagonista del film Fight Club, che ha perso infatti il suo ruolo di cacciatore- raccoglitore ed è incapace di reinventare la propria mascolinità e riposizionarsi in sintonia ai cambiamenti sociali, dà luogo a vere e proprie condotte devianti mentre la donna viene estromessa dei suoi aspetti specifici e la capacità femminile di prendersi cura degli altri viene degradata a rinunzia, la sua tenerezza obbedienza. L’abitudine attuale ad un presente dilatato, alla mercificazione del corpo e alla spettacolarizzazione del privato ha tolto alla gente la capacità di sognare ma solo così si può anticipare un cambiamento e riprogettare l’utopia”.

I rischi e la metà oscura del mondo BDSM

Sempre più gente, in tempi di crisi economica, sociale e non solo, si da alle “fruste”…. ma il gioco BDSM, che con internet ha sciolto le sue briglie ed è diventato più libero, è tale solo finché chi lo pratica è adulto, consapevole e consenziente. Se invece sono giovani e giovanissimi a farne parte il gioco diventa un abuso vero e proprio, una violenza tanto più inammissibile quanto più celata dai contorni di pratiche condivise almeno in apparenza in contesti che non permettono o ignorano la safe word, la parola o il gesto che bloccano il gioco se diventa indesiderato .

Tanti sono i giovanissimi che, attraverso la “rete” virtuale, si avvicinano al mondo BDSM senza una reale consapevolezza di ciò che dietro questo paravento si può nascondere e rischiano di finire nella “rete” fin troppo reale di persone pronte a trasformarsi in carnefici e ad approfittare miseramente e squallidamente delle loro vittime. Tanti sono quelli che, scherzando col fuoco, possono rimanere bruciati da chi spinge il proprio piacere ai limiti della tortura fisica e/o psicologica altrui con aghi, marchi, abrasioni, cinture costrittive fino al controllo totale dell’altro. Il gioco si è trasformato in tragedia quando un trans triestino è morto durante un gioco sadomaso nel settembre 2008. A Baricella, in provincia di Bologna, Michele Tropper, il 35enne responsabile dell’omicidio, ha legato la sua vittima ad un albero del giardino e le ha avvolto attorno al collo una grossa catena che poi a stretto fino a soffocarla. È questa una pratica molto pericolosa, il Birth control o controllo del respiro che può avere effetti permanenti ed irreversibili e provocare addirittura la morte se il cervello rimane senza ossigeno per 12 minuti.

Come ha detto Ayzad, autore di XXX Il dizionario del sesso insolito, “Il fatto è che, in tempi di internet e cultura globale, anche la sessualità è cambiata molto rispetto a ciò che si studia sui libri, il mondo si è riempito di gente che a 18 anni già scarica filmati scat giapponesi, sa tutto di piercing e body modification, ha una fucking machine nascosta nell’armadio e passa le giornate a discutere di sesso estremo su forum internazionali. È stato così che mi sono trovato a vivere fra due culture parallele, che non comunicano fra loro anche per via della mancanza di un linguaggio condiviso, sostituito da gerghi incomprensibili ai non iniziati”.

Non bisogna ignorare la massa delle persone, che per emulazione o sperimentazione, si dedica anche con improvvisazione a pratiche estreme come novelli marchesi De Sade. Bisogna sapere cosa fare e cosa non fare per non sconfinare nel pericoloso dal momento che molte pratiche prevedono una immobilità, una costrizione. Bisogna avere una grande lucidità e conoscenza delle dinamiche, informarsi e informare per far sì che il gioco non diventi un tunnel senza uscita e non lasci segni indelebili impressi nell’anima e sul corpo.

Serena Todaro (Globalpress Italia)

Make Current

  • Share/Bookmark

Leave a Reply

Name and Email Address are required fields. Your email will not be published or shared with third parties.

  • Gwin: Resppiro del Drago è una delle più belle magie di ...
  • admin: ciao Marco! Non saprei... provo ad informarmi e te...
  • marco: volevo sapere quando sarà il prossimo incontro al ...
  • admin: il 4 ottobre è il giorno dell'onomastico di franci...
  • Francesco M.: tra Zee Brugge e Ostende il 4 ottobre del 2008 una...
  • Pages
  •  
    September 2010
    M T W T F S S
    « Aug    
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
  • Categories
  • ADV
  • ADV

www.in-sonya.com
info: scrivimi_qui@hotmail.com

Blossom Theme by RoseCityGardens.com

Powered by eShop v.5